Senza auto e wi-fi. Ecco il turismo "scomodo" di Unexpected Italy, la startup che valorizza vacanze inclusive e responsabili
Una camera da letto della scuola Guesthouse di Asiago

Senza auto e wi-fi. Ecco il turismo "scomodo" di Unexpected Italy, la startup che valorizza vacanze inclusive e responsabili

Siamo in prossimità dei ponti del 25 Aprile e del 1 Maggio e molti saranno gli italiani che ne approfitteranno per concedersi una vacanza e staccare un pò la spina! Ma sarà davvero possibile allontanarsi  dallo stress e dal logorio della vita quotidiana ? Unexpected Italy, startup innovativa che valorizza l’Italia più autentica ed etica, ha selezionato sei luoghi autentici spesso nascosti, che hanno scelto di non scendere a compromessi

«Il vero lusso, oggi, non risiede nell’aggiungere servizi, ma nell’avere il coraggio di togliere il superfluo», spiega Elisabetta Faggiana, founder della tech company  che valorizza il turismo responsabile e inclusivo. «Con Unexpected Italy selezioniamo anche luoghi che chiamiamo "scomodi" perché rifiutano i compromessi della standardizzazione per proteggere qualcosa di immensamente più raro: il silenzio, il tempo e la presenza. Non sono semplici strutture ricettive, ma presidi di resistenza culturale che scelgono di non piacere a tutti, preferendo la coerenza all'algoritmo. In un mondo saturo di stimoli digitali, rallentare non è una rinuncia, ma un atto di libertà. Proponiamo un’ospitalità etica, radicata nel territorio, dove la disconnessione diventa la chiave per ritrovare un contatto autentico con se stessi e con la bellezza ruvida e vera del nostro Paese».Unexpected Italy seleziona, infatti, luoghi che rifiutano i compromessi della standardizzazione per proteggere qualcosa di immensamente più raro: l’identità, il tempo e la presenza. Rallentare non è una rinuncia, ma un atto di libertà.

 

 

 

 

La selezione di Unexpected Italy celebra il "lusso della sottrazione" attraverso sei rifugi dove il silenzio è il vero protagonista. In Piemonte, il Parco del Grep offre case sugli alberi senza Wi-Fi, dove la disconnessione è totale e il cibo arriva in cesti da picnic gourmet. In Liguria, La Sosta di Ottone III richiede di abbandonare l'auto per abbracciare il ritmo lento di un borgo affacciato sul mare, con colazioni à la carte che onorano i piccoli produttori. In Toscana, Follonico invita a "disimparare la fretta" in un casale in pietra della Val d'Orcia, tra tessuti naturali e sapori dell'orto. L’Abruzzo risponde con Sextantio, un albergo diffuso che preserva rigorosamente l'estetica medievale: camini in pietra e candele sostituiscono il comfort moderno per una tutela culturale profonda. Il Veneto brilla con due perle: Cargador de Ron a Valdobbiadene, una casera nel bosco dove gli arredi nascono da materiali di recupero, e La Scuola Guesthouse sull’Altopiano di Asiago. Qui, in un’ex scuola degli anni ’20, le camere dedicate alle materie scolastiche e il laboratorio di gelato artigianale invitano a riscoprire la meraviglia dell'infanzia. Sei destinazioni etiche per chi cerca tempo, presenza e radici.

 

 Unexpected Italy è nata a Londra, ma ha il cuore in Italia, Il progetto travel tech fondato da Elisabetta Faggiana e Savio Losito, lei di Vicenza e lui di Barletta, è stato   premiato anche alle Nazioni Unite per il suo approccio etico e innovativo al turismo. Oggi l’app, descritta dal The Guardian come “una bussola per viaggiatori consapevoli”, è attiva in 18 territori italiani, tra cui Venezia, Roma, Genova, Torino, Padova, Vicenza e la Valle d’Itria, e si propone come un antidoto alle trappole del turismo di massa.

L’idea alla base è semplice ma rivoluzionaria: mappare luoghi autentici, incontrare personalmente artigiani, osti, produttori e piccoli albergatori, ed entrare in contatto con quelle realtà che ancora oggi resistono all’omologazione. La loro app funziona come una “Lonely Planet 3.0”, geolocalizzata e targetizzata, in grado di suggerire itinerari costruiti su misura, con l’obiettivo di far sentire il viaggiatore parte della comunità locale, non un semplice consumatore di luoghi.

 

Il lavoro di mappatura, condotto in prima persona dai due founder, ha permesso di costruire una rete selettiva e dinamica di migliaia di luoghi autentici, molti dei quali impossibili da trovare sui canali turistici convenzionali. In città come Roma e Venezia, dove secondo recenti studi oltre il 70% dei turisti finisce in trappole commerciali, Unexpected Italy propone alternative concrete: ristoranti veri, botteghe vive, quartieri ancora abitati. Unexpected Italy parte dal presupposto che il turismo, per essere sostenibile, debba tornare a essere relazione e trasformazione. Il loro “algoritmo relazionale” non si basa su tendenze, ma su passioni e affinità, con alcune destinazioni suggerite solo a chi dimostra attenzione e rispetto.

 

 

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