Un artista instancabile, una fucina d'idee e passione. Francesco Branchetti si racconta tra uno spettacolo e l'altro
Francesco Branchetti regista ed attore
Quando penso a Francesco Branchetti, instancabile e vulcanico attore e regista teatrale, la prima immagine che si staglia nella mia  mente è quella di un uomo la cui vita coincide completamente e combacia con la sua passione. Non ci sono altri modi per pensare a Branchetti se non quelli che rimano, di volta in volta, con locandina, copione, interpreti, viaggio, prima, debutto, prove, repliche, tournée, e ciò che ammiro in lui è proprio questo suo vivere ogni istante e ogni stagione, e ormai sono diversi anni che ho il piacere di intervistarlo, solo in virtù del teatro, come lui stesso conferma. Inutile nascondere che ciò che avverto  sono  una pace interiore, una consapevolezza e una forza di volontà che trapelano senza barriere o filtri e che arrivano pulite, coinvolgenti, dirette.
La nostra nuova intervista è un veloce excursus su tutto quello che sta portando avanti e su tutti i progetti in arrivo: non riesco ad immaginarmi un Francesco Branchetti fermo, in pausa, in vacanza o in una fase di “ riposo”. Francesco è il teatro che cammina, in tutti i sensi, di palco in palco, di piazza in via, di città in città. Un viandante di un’arte bellissima e complessa, fatta di contatto costante con il pubblico, di parole, luci, prove, interpreti, prime, sipari che si sollevano e si abbassano dopo il fragore degli applausi. Ci avventuriamo quindi nella sua prossima stagione, fatta di tante stagioni precedenti e di molte altre ancora. Un calendario che si traduce e condensa in una vita in scena o dietro le quinte ma mai in silenzio o in sordina. L’arte è luce e nasconderla è  praticamente impossibile.
 
Francesco, tanto teatro sempre, un viaggio intorno alla figura di San Francesco e nuovi progetti in arrivo. Ma la tua estate conosce un periodo di pausa?
 
Beh la mia vita, sia d’inverno che d'estate, è in una certa misura scandita dal teatro,  dagli spettacoli per cui sì, i progetti si susseguono l'uno dopo l'altro, gli spettacoli si accavallano, si inseguono, e tutto questo mi riempie molto, è diventato un po' il mio “stile di vita" di cui difficilmente potrei fare  a meno

Degli ultimi lavori portati in scena, immagino non sia possibile fare una graduatoria. C’è però qualcosa che davvero ti è rimasto nel cuore? 
 
Sicuramente negli ultimi anni lo spettacolo che più mi è rimasto nel cuore è stato “L'onorevole, il poeta e la signora” per la gestazione, poi per le prove, per la tournée e le tante soddisfazioni che ci ha dato e che ci sta continuando a dare.
Francesco Branchetti
Come fai a destreggiarti tra tanti impegni? E come ti ricarichi di energie e affronti le nuove sfide? 
 
Devo dire che è la passione per quello che faccio che mi aiuta molto e le cose che mi ricaricano di più sono gli incontri con persone che mi stimolano. Ricevo tanta forza ed energia dalla passione degli altri, dal candore, dalla buona fede nell’approccio, dall’entusiasmo e dalla voglia di mettersi in gioco. Tutto questo per me è estremamente importante e rigenerante ed è l’unico modo che ho per ricaricarmi di energie.

Che autunno sarà per Francesco Branchetti? Progetti? Dove ti vedremo?
 
Sarà un autunno in cui mi dividerò tra i miei spettacoli: Casanova, Donne, L’onorevole, il poeta e la signora, Made in Italy, e  la preparazione dei progetti per il prossimo anno. Saremo in tournée nei maggiori teatri italiani e più o meno in tutte le regioni, continua, per fortuna, il viaggio dei miei spettacoli e per questo mi ritengo molto fortunato e sono grato al pubblico.

Che rapporto instauri solitamente con i luoghi in cui porti i tuoi spettacoli? C’è una sorta di corrispondenza anche con i territori o il tempo è troppo limitato e denso di impegni?
 
Questa è una bellissima domanda. Sì, c'è assolutamente un rapporto con tutti i luoghi dove porto i miei spettacoli ed è un rapporto particolarissimo perché non diventi parte del luogo,  il tempo non è sufficiente, eppure in una certa misura entri in uno speciale contatto con le persone che lavorano in teatro e con quelle che incontri in albergo, in città, nei ristoranti. Conoscere le città e viverle attraverso il teatro è meraviglioso, una sensazione unica.

Il tuo primo pensiero al mattino nel giorno del debutto di uno spettacolo? 
 
Ho delle piccole o grandi scaramanzie, dipende dai punti di vista. Sono abbastanza sereno  di solito ma faccio sempre le stesse cose e controllo sempre che  tutto sia a posto  mille volte. 
Un vezzo, una scaramanzia. Le città che si susseguono, che accolgono con tradizioni, chiese, sapori, traffico o pace. E’ bella la vita di Francesco Branchetti e, lo ammetto,  un po’ lo invidio, ma bonariamente. Perché in questo suo andirivieni da un teatro all’altro, c’è il segreto di chi è davvero ciò che sogna, di chi riesce a fare ciò che ha sempre amato. E forse chissà, il mondo sarebbe anche  più felice se tutti potessero non solo realizzare i propri sogni ma vivere di questi per sempre.

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