L'antica pizzeria da Michele in The World e la Cooperativa Sociale G. Siani hanno inventato una pizza con i Pizzini Vesuviani in onore del cronista ucciso dalla camorra Il buon gusto ed una giusta causa si mescolano nella pizza Giancarlo Siani. L’Antica Pizzeria Michele in The World e la Cooperativa Sociale intitolata al giornalista trucidato dalla malavita hanno unito le forze ed i sapori creando una pizza il cui ingrediente tipico è il pizzino vesuviano.
Non si tratta dei famigerati pizzini mafiosi ma bensì di un gustosissimo pomodorino giallo che cresce alla falde del Vesuvio e viene comunemente chiamato Pizzo. L’ingrediente caratterizzante di questa nuova pizza esprime la tenacia di chi non solo resiste nel proprio territorio, ma lo vive e ne coltiva le potenzialità.
“L’idea è di riappropriarsi di una parola storpiata dalle mafie, mutuandola da una pratica negativa utilizzata dalla camorra per l'approvvigionamento illecito di denaro nei confronti degli operatori economici, il racket, che comunemente viene chiamato “Pizzo” ,spiega Giuseppe Scognamiglio, Presidente della Cooperativa Sociale G. Siani .
Si tratta di un pomodoro unico nella sua forma: un prolungamento della bacca gli conferisce l’aspetto di pizzo. Viene coltivato in territori strappati alla malavita, da gente che ha saputo ribellarsi alle violenze ed alle prevaricazioni e difende la terra dall’inquinamento e dall’abbandono "Tempo fa sono stato a Radio Siani per registrare un'intervista con Marina Alaimo ed Emma Di Lorenzo”, spiega Alessandro Condurro A.D. di "Michele in the world" assieme a Daniela Condurro. “ In quella occasione ho conosciuto Giuseppe Scognamiglio, Enzo Savarese e tutti i ragazzi della Cooperativa Siani. Abbiamo parlato a lungo e sono rimasto piacevolmente colpito da ciò che fanno, dalla passione, dall'entusiasmo che ci mettono. Questa pizza è il nostro piccolo contributo per aiutare questi ragazzi coraggiosi, affinché continuino la loro opera. E poi, al di là di tutta la retorica, il pomodoro del piennolo prodotto da loro è un'eccellenza assoluta". Anche a tavola, dunque, si può combattere la malavita. Forchetta e coltello sono strumenti formidabili per contribuire – gustando un ottimo prodotto – a sostenere l’opera di coloro che nel nome di Giancarlo Siani continuano a seminare e coltivare speranza nella propria terra.
