Ditirambo Night: Alice nell'hotel delle meraviglie. Gustosa sinergia tra istituzioni, produttori ed Hotel Caruso di Ravello
I protagonisti della Ditirambo Night Alice nell'albergo delle meraviglie
Se un patto è vista mare, se un patto viene stretto nel punto preciso in cui cielo, stelle e onde decidono di incontrarsi per sempre, vale di più? Credo di sì. Di mercoledì 26 agosto, con L’Alice nell’Hotel delle Meraviglie,  l’ultima Ditirambo Night dell’estate al Caruso, a Belmond Hotel Amalfi Coast, serata  strategicamente dedicata alle alici per dedicarla al mare, porto con me una frase precisa pronunciata dal Sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica: “ Da soli si procede più veloci, ma insieme si raggiunge l’obiettivo”.
Credo sia il riassunto perfetto di ciò che è accaduto a bordo Piscina, al Caruso. Un insieme di forze, sinergie, intenti, progettualità che si sono date convegno in una location d’eccezione, generosamente aperta al territorio quando si tratta di interventi a favore della comunità,  per guardare al futuro del bene più prezioso: il territorio. E per territorio si intendono i terrazzamenti che caratterizzano in maniera inconfondibile il paesaggio della Costiera Amalfitana, ma si intendono anche le piane, il mare,  le spiagge, le rocce. E “ insieme” è proprio la parola giusta  per descrivere la straordinaria sinergia che ieri al Caruso ha visto protagonisti,  in nome della sostenibilità, la direzione dell’hotel guidata dalla General Manager Iolanda Mansi, la Provincia di Salerno, con il Presidente Giuseppe Parente, il Gal Pesca Approdo di Ulisse con Gennaro Fiume,  l’On. Alfonso Pecoraro Scanio, noto paladino della biodiversità e della sostenibilità,  il sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica, i produttori protagonisti della serata, le vere voci del territorio,  Giulio Giordano con la colatura di alici, Donatella Marino, Vittorio Rambaldo e Serena con la menaica, il sindaco di Gioi Cilento, Maria Teresa Scarpa, bandiera entusiasta ed energica dei produttori cilentani, e Susy Pepe, Direttore della Comunicazione del Distretto Turistico Costa d’Amalfi .
Il momento istituzionale, contraddistinto dai vari interventi,  ha focalizzato l’attenzione dei presenti su ambiente e tutela, sul contributo prezioso dei contadini e dei pescatori, artefici della fisionomia stessa della Costa e di tutto il territorio, e ha elogiato  la direzione del Caruso per l’iniziativa e per essere divenuto sede di confronto.  Il Caruso infatti, il prossimo anno, sposerà un progetto sostenibile legato al mare e alla pesca.  Nutrito  e variegato il  parterre degli  ospiti stampa, ma anche dei tanti affezionati amici del Caruso che hanno apprezzato il modo coinvolgente di descrivere due realtà di nicchia, la colatura di Cetara e le alici di menaica del Cilento, entrambi simbolo di sacrificio, tradizione, forza, volontà.
Iolanda Mansi GM Hotel Caruso Ravello
Una serata perfetta che ha rappresentato un primo, importante passo verso la consapevolezza, come ha  sottolineato la General Manager Iolanda Mansi ribadendo   più volte che dal territorio non bisogna soltanto prendere, ma che si deve soprattutto dare. E questa regola vale per le istituzioni e ancora di più per le strutture, come il Caruso, che sul territorio insistono e che alla bellezza del territorio, alle tradizioni, storiche e gastronomiche, devono la propria fortuna.  
da sx Armando Aristarco e Christian Di Sario
Dopo i saluti di rito, il menù curato dall’Executive Chef , Armando Aristarco, con il supporto del sous chef Christian Di Sario e di tutta la brigata coinvolta, ha visto nei piatti l’ alternarsi calibrato ed armonico di alici  di menaica e colatura di Cetara. Un leitmotiv piacevole presente dall’aperitivo al risotto, fino al dessert. Quasi un monito a  ricordare che il mare è ovunque, anche al Caruso, anche se la struttura ne è distante quel tanto che basta per farlo diventare orizzonte e ispirazione. E che non c’è cosa più vera di una volontà comune e di un progetto che diventano patto. “ Cominceremo a lavorarci da subito” ha ribadito Gennaro Fiume,“ e a concretizzare questa importante sinergia”. Perché  il domani arriva in base al nostro desiderio di avverarlo,  e il futuro non è una parola che deve obbligatoriamente rimare con rimandare, procrastinare, ci penserò, poi,  si vedrà. Certo non  al Caruso dove il tempo giusto  è oggi. E il futuro è adesso.  

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