Quando torni a casa un viaggio può finire.
In questo caso no: continua a lavorare dentro.
Momentum, per me, è stato questo.
Una settimana a Edimburgo immersa in una dimensione che, fino a qualche tempo fa, avrei probabilmente guardato da lontano: incontri riservati, festival, professionisti della cultura arrivati da ogni parte del mondo, conversazioni con persone che ogni giorno immaginano e costruiscono progetti capaci di cambiare il modo in cui una città vive la cultura.
Sono partita per raccontare Libro Aperto - Festival della Letteratura per Ragazzi.
Sono tornata con molte più domande di quelle che avevo quando sono arrivata.
Ho visto cosa significa quando una città considera la cultura non come un evento da organizzare, ma come parte della propria identità, della propria economia e della propria idea di futuro.
Ho incontrato persone con cui, in pochi giorni, sono nate conversazioni che vogliono diventare progetti.
Ho ascoltato. Moltissimo.
Ho raccontato quello che stiamo costruendo a Salerno e nel Sud Italia.
E, soprattutto, ho avuto la sensazione che alcune delle cose che immaginiamo da anni non siano affatto utopie.
Forse hanno solo bisogno di reti più grandi, nuovi sguardi e un po’ di coraggio.
Nei prossimi giorni proverò a raccontare questa esperienza un pezzo alla volta: gli incontri, i luoghi, le persone, le idee che mi hanno colpita e quelle che vorrei portare con me nel lavoro che verrà.
Perché Momentum non è finito: ha semplicemente cominciato a vivere dentro di me
